Veronica Bodano Naturopata

Il cammino dell'anima

La Naturopatia

La Naturopatia è una “medicina complementare” che si affianca e completa la medicina ufficiale ed è riconosciuta dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), come disciplina salutistica, che si fonda su un’integrazione di molteplici metodologie e tecniche naturali e non invasive per il mantenimento e la promozione della salute e del benessere individuale e che agisce favorendo la capacità innata dell’organismo di star bene.

La naturopatia infatti non si pone come sostituto della medicina allopatica (la medicina classica occidentale), ma come strumento aggiunto.

La Naturopatia è una disciplina (di antiche origini) che si avvicina al malessere e al disagio con modalità diverse rispetto alla medicina tradizionale (allopatica). Nasce con l'intento di aiutare l'organismo a ristabilire le condizioni di salute alterate da una malattia o disagio.

La Naturopatia utilizza un approccio Olistico (dal greco holos, cioè tutto) alla salute: ogni individuo viene visto nella sua totalità, a prescindere dal singolo disturbo, e unicità, sulla base delle specifiche caratteristiche costituzionali e di stile di vita.

Ippocrate, medico greco noto come il padre della medicina, sosteneva che la salute si basa su uno stile di vita moderato, in particolare su una sana alimentazione, sul pensiero felice e sull'esercizio fisico, che permettono all'organismo di esercitare la "naturale forza guaritrice della natura", ossia la capacità interna di guarirsi.

Il nome deriva dal termine latino natura e dal termine greco empatia. La Naturopatia consiste in una visione di empatia con la natura, con i principi naturali che riguardano l'uomo e l'ambiente in cui vive. L'uomo è un essere naturale e il rapporto empatico con il suo stato naturale è la salute. Uno dei compiti fondamentali della Naturopatia è mantenere la salute...non la malattia.

Il principio di fondo, comune a molte discipline olistiche e su cui si basa anche la Medicina Cinese, è che l'essere vivente possiede, sin dalla nascita, un determinato quantitativo di energia vitale, che governa ogni processo biochimico: è appunto la quantità di energia vitale (che varia nel tempo) di ogni persona a determinarne la salute o la malattia.

Il Naturopata valuta questa "capacità" vitale e aiuta il soggetto a conservarla o a riequilibrarla in caso di alterazioni.

Non si può, quindi, parlare di benessere se non si recupera quello spirito olistico che sta alla base di tutte le medicine tradizionali antiche (compresa quella occidentale) e della stessa naturopatia.

In questo modo, quando si parla di naturopatia, non si parla tanto di diagnosi, cura, malattia, che restano di competenza della medicina ufficiale, quanto di una guida lungo un percorso personale che consenta di individuare e realizzare il compito che la vita affida a ciascuno, permettendoci così di raggiungere quello stato di benessere cui tutti aspiriamo. Ecco perché la naturopatia non si pone come alternativa alla medicina, ma come alleata della medicina e del medico.

Una disciplina volta a stimolare le funzioni e la vitalità dell’organismo, rafforzandolo in maniera dolce, naturale e non invasiva, in grado di risvegliare la capacità di autoguarigione innata e insita in ogni individuo non può, infatti, che essere un’alleata della medicina, sia in un’ottica di prevenzione che di sostegno alla cura.

Il corpo, infatti, ha la capacità di curarsi da sé, se solo glielo consentiamo e non gli complichiamo il lavoro con stili di vita sbagliati: errata alimentazione, scarso movimento, stress eccessivo, ritmi innaturali, emozioni soverchianti e così via.

La naturopatia, pertanto, può rivelarsi di grande aiuto in un ampio ventaglio di situazioni e al naturopata si affidano persone con i disagi o le esigenze più disparate, tutte animate, però, dal desiderio di migliorare la qualità della propria vita e di ritrovare una situazione di benessere in maniera naturale.

Per ognuno la via per ritrovare questa condizione di benessere sarà diversa, ma passerà sempre dalla considerazione che siamo un insieme unico e irripetibile di corpo-mente-spirito. In questa maniera, un sintomo, uno squilibrio, una sofferenza in uno qualunque di questi sistemi parla di uno squilibrio che, pur potendosi manifestare solo ad uno dei tre livelli, in realtà li coinvolge tutti, dal momento che i tre sistemi sono solo manifestazioni diverse di una cosa sola. Allo stesso modo, a qualunque livello si decida di agire (sia esso il corpo, la mente o lo spirito), si andrà a lavorare in realtà su tutti e tre questi sistemi. Questo ci lascia una grande libertà di azione e di scelta e ci permette altrettanto bene di comprendere che la via verso il benessere sarà per ognuno di noi diversa, unica e irripetibile.

La naturopatia, pertanto, pur non avendo come obiettivo la cura delle patologie, può risultare indirettamente terapeutica, poiché, mediante interventi di riequilibrio del terreno del soggetto, può favorire processi di guarigione.

Concetto di terreno:

è il nostro giardino virtuoso, il piccolo cielo stellato, dove la virtus è lo splendido e luminoso fiore da coltivare, per trasformare il conflitto che determina la malattia.

La malattia nasce dal conflitto fra la personalità e l’anima e il suo manifestarsi sul corpo fisico rappresenta l’ultima tappa di uno squilibrio nato molto tempo prima.

La naturopatia viene considerata la pedagogia della salute, infatti viene considerato il processo di guarigione non come fattore passivo, ma come partecipazione attiva del soggetto, che viene responsabilizzato ed educato al mantenimento del proprio equilibrio, su tutti i livelli.

Le teorie filosofiche su cui si fonda la Naturopatia sono: il causalismo, il vitalismo, il naturalismo e l'olismo.

Causalismo

Il causalismo fa luce sulla relazione tra sintomo, quale manifestazione, alla propria causa. Siccome ogni azione attiva un processo che provoca eventi successivi, occorre agire sull'azione per una prevenzione ottimale. Esistono cause diverse per uno stesso fenomeno; andando oltre il sintomo non è che una conseguenza, mentre le cause del problema possono derivare da fattori emotivi (sentimenti), fisici (stanchezza, inquinamento) o biologici (soprattutto alimentari).

Vitalismo

Secondo il vitalismo, il corpo umano, come ogni creatura vivente, possiede oltre alla struttura fisico-chimica anche un'energia vitale che lo anima. Ciò significa che ciascun individuo reagisce con le proprie forze secondo criteri per cui, a parità di circostanze, tale forza orienta ogni soggetto verso la reazione più favorevole al mantenimento dell'organismo. Perché la forza possa agire e attivare l'autoguarigione è indispensabile che si trovi in un terreno sano e pulito, in un ambiente favorevole ed equilibrato.

Inoltre, questa corrente di pensiero crede nella presenza di un principio vitale che governa tutte le funzioni e tutti i fenomeni osservabili in un organismo vivente. Questa forza vitale è dotata di intelligenza e, a fronte di una data situazione, reagisce sempre al meglio, nell'interesse del soggetto: a lei è dovuta l'autoguarigione, la cicatrizzazione di piaghe, di ferite, ecc.

Naturalismo

È l'insieme delle filosofie che identificano nella natura l'unico e fondamentale riferimento. La natura è al di sopra di tutto, madre e maestra, colei che risana e guarisce. L'uomo e la natura sono indissolubilmente interagenti. Nel naturalismo antico l'uomo interrogava se stesso attraverso la natura, il filosofo trovava nella natura il grande libro del sapere.

Olismo

Il termine "olos" deriva dal greco e significa tutto come intero, come unità, diversamente da "pan" che significa tutto come molteplicità, insieme di parti. La medicina olistica ha una visione dell'uomo come essere intero, unico, non frazionabile in parti, microcosmo all'interno di un macrocosmo, la natura di cui fa parte.


Che cosa fa il Naturopata

Il Naturopata attraverso un’indagine con domande specifiche inerenti lo status della persona dal punto di vista fisico, mentale, psichico e spirituale, di notevole importanza sarà, già dal primo colloquio, far capire all persona “come si sente”, “come” descrive il suo disagio, “come” lo percepisce, iniziare un’educazione a vedere una prospettiva diversa, a vedere il disagio sotto altri punti di vista e soprattutto non è il Naturopata a dire come sta ma è la persona stessa a dire come si sente, a parole proprie, secondo il proprio “sentire”.

Il Colloquio d'aiuto:

L’efficace del colloquio d’aiuto per un naturopata è saper veicolare i suoi propri contenuti all’interno di una specifica abilità alla conduzione del colloquio con il cliente. Ciò presuppone la capacità professionale di saper far emergere i suoi bisogni e di accoglierlo:

• empaticamente: spogliarsi dei propri panni e mettersi quelli dell’altro, senza però perdere il contatto con se stessi;

• con un’adeguata capacità di ascolto: l’arte dell’ascoltare, ovvero di stare in silenzio. Capire ciò che gli altri dicono e quali sono le loro intenzioni. percepire ciò che la persona “trasmette” con il suo stile, il suo comportamento, il suo modo di esprimersi. Ascoltare è un affettuoso regalo che facciamo a chi sta cercando di dirci qualcosa. Ma spesso è anche un regalo per chi ascolta.

• mettendo in essere una relazione aperta che coinvolga mente e corpo.

Tra naturopata e cliente si potrà creare uno spazio relazionale protetto e sicuro che accompagnerà le persone in difficoltà nel proprio percorso, valorizzando le risorse di ciascuno e aumentando la libertà e la capacità di espressione e di risoluzione dei problemi. Il naturopata formato alla relazione d’aiuto è un professionista altamente qualificato, è uno “Specialista dell’Ascolto”, un esperto di comunicazione che mira a creare uno spazio protetto in cui il suo interlocutore si senta accolto, rispettato e, soprattutto, ascoltato.

La strategia dell’”aiutante”, nel colloquio di aiuto, è quello di “fare da specchio” (tecnica del rispecchiamento empatico) all’aiutato, rimandandogli, attraverso la tecnica della riformulazione, pensieri ed emozioni inespresse o sottintese, aiutandolo così a metterle meglio a fuoco:

L’emozione ha un suo spazio espressivo attraverso il corpo. Là sceglie dove manifestarsi e dare posizione alla sua necessità d’essere. Le emozioni provocano spostamenti di masse d’energia, da un punto all’altro dell’universo corporeo. Gli abiti emotivi possono essere: gioia, tristezza, rabbia, paura.

L’emozione non la vediamo, non la pensiamo: la sentiamo.

Chiudere la porta in faccia all’emozioni è maleducato, e pericoloso, trovano sempre una strada per farsi sentire e quando se la prendono a male, fanno danni incalcolabili. L’alessitimia (malattia che porta a disconoscere le emozioni, si confondono l’una con l’altra e perdono il loro nome proprio) si propaga come un virus. Cosi la tristezza diventa ansia, la paura diventa stanchezza, etc. Con l’abitudine a questi enigmi si perde la strada e non ha più voce. L’energia trova comunque il modo per uscire allo scoperto: fa passare la fame, fa venire il prurito, la gastrite, il mal di testa e altro.

Se si trattiene l’emozione ci si troverà ben presto limitato in una prigione che noi stessi abbiamo creato, la qualità della vita ne risente, buona parte dell’energia vitale sarà impiegata nella repressione e nel controllo, lo spazio vitale sarà limitato perché costretto a fuggire da alcune realtà, incapace di accettarle. La propria persona sarà scissa, in conflitto.


L’accettazione è il primo passo verso la trasformazione creativa di quegli aspetti di noi che non ci piacciono o consideriamo negativi e l’accettazione non può prescindere dal sentire e dall’esprimere.


“La consapevolezza di per sé può essere curativa. Dato che con una piena consapevolezza si diventa autoconsapevoli dell’autoregolazione dell’organismo, si può lasciare che l’organismo prenda in mano la situazione senza interferire, senza interrompere: dalla saggezza dell’organismo ci si può fidare. Di contro a questo atteggiamento troviamo l’intera patologia dell’automanipolazione, del controllo ambientale e via dicendo, che interferisce con i sottili meccanismi dell’autoregolazione dell’organismo”

Fritz Pearls


Il Naturopata attraverso l'utilizzo integrato e sinergico di diverse discipline naturali:

  • Fiori di Bach o altri rimedi floreali,
  • integratori nutrizionali, piante, oli essenziali, oligoelementi, Sali di shussler,
  • tecniche energetiche: medicina cinese (“massaggio” visione diversa da quella occidentale, moxa, coppettazione, tecniche di tuinà), reiki
  • riflessologia plantare,
  • tecniche di rilassamento
  • cristallo terapia
  • tecniche di Bioenergetica

Perché scegliere la Naturopatia

  • il primo presupposto è il voler mettersi in discussione e affrontare un viaggio alla scoperta di noi stessi.
  • Il supporto ad un possibile cambiamento che magari la nostra anima ci richiede ma non ne siamo del tutto consapevoli.
  • Amore incondizionato verso noi stessi che si rispecchia anche nelle cose più banali, ma che banali non sono, come relax, ritrovare energia.
  • Supporto in un determinato momento conflittuale della vita.
  • Capire il “come mai”.
  • Supporto al dolore fisico-mentale-psichico.